Aquascutum

Fondata a Londra, nel 1851. E il nome latino significa "scudo per l’acqua". Gli impermeabili Aquascutum furono utilizzati dall’esercito britannico durante la guerra di Crimea e l’assedio di Sebastopoli. Ma, lunghi sino alle caviglie, ornati da spalline, virilmente militareschi piacquero anche agli elegantoni dell’epoca e continuarono a trovare posto nel guardaroba maschile lungo tutto il ‘900. Prima della guerra ’14-’18, la casa inizia la fabbricazione di impermeabili da donna e nel ’14 mette in produzione il leggendario trench-coat indossato dagli ufficiali, il cui modello è rimasto praticamente invariato fino a oggi e la cui paternità è rivendicata anche da Burberry’s. La seconda guerra mondiale miracola ulteriormente i bilanci dell’azienda.

Vestono Aquascutum gli uomini della Royal Air Force. La casa di Regent Street brevetta gli impermeabili in Wyncol D. 711, cotone mischiato a nylon. Negli anni ’50, comincia a usare un gabardine di cotone cangiante e a foderare di raso o flanella i nuovi modelli. A partire dal decennio ’60, allarga la sua produzione ad altri capi per l’uomo e la donna. Nel ’76, brevetta un disegno scozzese, il Club-Check, per le proprie fodere.  

2000. Michael Herz diventa "head designer" per l’abbigliamento femminile.

2001. Ricorre il 1500 anniversario di fondazione. Per festeggiare l’avvenimento viene organizzato un grande fashion show a Palazzo Corsini, a Firenze: è il primo evento del genere allestito da Aquascutum negli ultimi 5 anni. A gennaio Nervesa, che detiene la licenza di Aquascutum per l’Italia, affianca alla propria collezione i capi della linea Aquasport by Aquascutum nel nuovo show room di corso Venezia a Milano, per celebrare il secolo e mezzo del brand. Hayley Green assume la carica di designer degli accessori: è la prima tappa di uno svecchiamento nella linea e di un ampliamento della produzione degli accessori, che porterà a un incremento del 20 per cento nell’autunno-inverno 2002. Il cambio di strategia frutta un sensibile aumento delle vendite di cinture e oggetti in pelle che si attesta su un più 68 per cento al volgere dell’anno. La collezione degli accessori primavera-estate 2003 conferma la tendenza all’espansione.